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Roberto Marai è un personaggio che
non ha bisogno di presentazioni.
Per lui, parlano i suoi due "biglietti da visita".
Innanzitutto il Game City di Castelmella (Brescia) www.gamecity.it
- uno dei più importanti Fec d'Italia - che nei suoi
5000 mq di estensione accoglie un bowling con 20 piste, disco
bar e una vastissima scelta di apparecchi da trattenimento,
accogliendo una media di 50000 persone al mese.
Quindi, la Faro-Games, ditta che punta gran parte dei propri
interessi sulle redemptions, in collaborazione con Dalla Pria
Group, ed ha già introdotto in Italia tanti apparecchi
innovativi.
"Io nelle redemptions ci ho sempre creduto molto - afferma
Marai - anche perché se una quindicina d'anni fa era
il videogioco a fare la parte del leone nelle sale, oggi non
è più così. Ora sto notando, con piacere,
che le redemptions sono diventate una voce importante non
solo per le semplici sale giochi ma anche per i bowling."
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La
nuova legge, però, ha tagliato le gambe a questo genere
di apparecchi.
"La
penalizzazione non consiste solo nell'eliminazione del ticket,
che restringe notevolmente i margini di operatività delle
redemptions, anche se certe macchine, come la Sports Arena,
piacciono molto proprio perchè eroga direttamente il
premio. L'altro grosso problema sta nel divieto del lettore,
nell'imposizione del costo giocata a lire 1000 e nella possibilità
di dare premi di valore non superiore alle 10000 lire.
Noi come premio eravamo abituati a dare buoni carburante, sigarette,
ricaricard, buoni spesa per il centro commerciale, tutte cose
di valore tangibile che però avevano un valore tale da
non sconfinare nella finalità di lucro. Insomma, si lavorava
bene e senza problemi. Adesso, purtroppo, lo scenario cambia."
A suo
avviso la crisi delle sale giochi è irreversibile?
"Per quello che ho potuto vedere le sale giochi di paese
hanno chiuso tutte. Nelle località turistiche ancora
sopravvivono, soprattutto grazie alle redemptions. Ma è
chiaro che il futuro sta nei complessi di trattenimento in grado
realizzare certe sinergie, come i nuovi complessi multisala
che comprendono cinema, ristorazione, disco bar e sala giochi."
Quali
sono le migliori redemptions in circolazione?
"Partirei dalla Multiferia, struttura in cui, in poco spazio
ma con estrema razionalità, si combinano varie proposte
di gioco di pura abilità. Inserita in un contesto ad
ampio respiro per quanto concerne l'offerta di trattenimento,
dà dei ritorni eccezionali. Una lancia vorrei spezzarla
anche per la Gogh's Workroom, la cabina fotografica che effettua
le caricarture, la cui redditività è notevole.
La stessa gru continua ad essere una macchina importante, soprattutto
se offre peluche di qualità ed orologi."
E le
ruspe?
"Per ora non le ho toccate. Aspettiamo di vedere gli sviluppi
della situazione legislativa. Nel dire questo non vorrei passare
per quello che sfida le autorità. Al contrario, da noi
non c'è mai stato il minimo problema, e vogliamo continuare
a non averne."
Le
redemption potranno entrare anche nei bar?
"Qualcosa si intravede, ma è chiaro che bisognerà
studiare prodotti "a misura" ed in grado di attirare
la clientela del bar, che è diversa da quella dei Fec."
Signor
Marai, parliamo di videopoker.
"La svolta, secondo me, si avrà nel momento in cui
saranno introdotte le schede a deconto. Nel momento in cui tutti
gli apparecchi saranno sotto controllo non sarà più
possibile sconfinare nell'azzardo, a meno che la macchina stessa
non diventi totalmente clandestina. A quel punto, credo sarà
possibile dimostrare che l'introduzione del principio "moneta-moneta"
non è uno spauracchio, ma un modo intelligente per consentire
al settore di sopravvivere e di dare un sostanzioso contributo
alle casse dello stato, senza ridurre sul lastrico nessuno."
Cosa
pensa che cambierà con l'arrivo del nuovo governo?
Non so se il governo cambierà, ma ritengo che in ogni
caso i giochi siano fatti. In pole position ci sono diverse
grandi aziende che, se certi discorsi si riapriranno, arriveranno
a monopolizzare il mercato, riducendo le nostre a semplici aziende
di servizio."
Torniamo
ai nostri apparecchi: secondo lei quali scenari si stanno aprendo
per il prossimo futuro?
"Sono appena tornato dalla ASI di Las Vegas, dove non ho
visto granchè di nuovo, a parte la nuova macchina della
Namco, la Turret Tower, che funziona come una sorta di contraerea
rotante all'interno di un cabinet cilindrico. Tra ciò
che già conosciamo, ritengo che sia la Police 24/7 che
la Confidential Mission siano delle buone pistole, ma coi prezzi
che circolano pagarle sarà dura.
In prospettiva, sto seguendo con attenzione gli sviluppi di
un nuovo sistema, con cui sono entrato in contatto in un recente
viaggio in Corea, che realizza un'interazione fra apparecchio
da trattenimento e telefonino cellulare.
Inoltre, mi aspetto, da un momento all'altro, l'esplosione della
Realtà Virtuale, perché questa è l'unica
tecnologia che può consentire al giocatore di immergersi
totalmente in una nuova esperienza e trovare gli stimoli per
riprovarla."
Poi
c'è internet ed il networking
"In internet in quanto tale non credo molto, perché
la gente naviga più comodamente a casa. Il gioco in rete,
però, potrà conoscere un forte sviluppo, se l'industria
sarà in grado di creare dei giochi in competizione ad
uso esclusivo, evitando quindi che siano riprodotti a livello
di home games."
Lei
che è sul mercato da tanto tempo può confermare
una nostra opinione, ovvero che questo sia il peggior momento
della storia dell'automatico italiano?
"Per la mia storia certamente si. La maggior parte degli
operatori non ha idee sul futuro, brancolando nel buio. Purtroppo,
molti operatori hanno commesso l'errore di non diversificare
la propria attività ed ora vivono con terrore la prospettiva
di dover restare fermi chissà per quanto tempo. Per quanto
mi riguarda, ho la certezza di disporre di tanti buoni prodotti
- penso ad Happy Gyro, Hammer, Sports Arena, Multiferia, Futsala,
gru in vari formati, tanto per fare qualche esempio - e questo
mi fa stare tranquillo. Ma quel che più conta è
conservare un rapporto onesto, professionale ed amichevole col
cliente, perché solo così un'azienda può
garantirsi la credibilità nel tempo."
Intervista fatta da Jamma srl |
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